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L'ospedale si fa città
fase 3 di 3: PRESENTAZIONE DEGLI ESITI
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L’ospedale si fa città

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Le scelte riguardano assetti urbanistici ed edilizi complessivi volti alla riqualificazione dell'intero quadrante urbano nel quale si va a collocare il nuovo presidio ospedaliero, a partire dal recupero del complesso ex Pirelli. L'ampliamento del parco è pensato perché si formi un'area accessibile dai tre viali e la demolizione riguarda fabbricati che sono suscettibili di essere demoliti. La realizzazione del nuovo ospedale nell'area ex Pirelli consente, nella fase realizzativa, la piena operatività dell'ospedale esistente senza disagi e interferenze, diversamente da quanto sarebbe accaduto se si fosse prevista la realizzazione nelle aree occupate dai padiglioni dell'ospedale esistente.
Il tema delle malattie infettive e della prevenzione e controllo delle infezioni (anche quelle ospedaliere) è stato ampiamente trattato nella relazione sanitaria per il Nuovo Ospedale di Livorno che infatti riporta un incremento significativo dei letti di cure intensive rispetto all'attuale (48 rispetto agli attuali 32), stanze di degenza ad uno o al massimo a due posti letto di cui la maggior parte utilizzabili all'occorrenza anche come stanze di isolamento infettivo, la possibilità di convertire rapidamente degenze "normali" in degenze "infettive" e viceversa, grazie alla separazione di percorsi prevista già in fase progettuale, cosa che l'attuale ospedale non consente di fare..
I posti letto previsti per il nuovo ospedale sono 508 a fronte degli attuali 432 (+ 18%), quindi sono significativamente di più rispetto ad oggi; bisogna comunque tenere conto del fatto che l'utilizzo del "posto letto" risente fortemente (come ho accennato nel primo incontro ma come - spero - ci sarà modo di chiarire anche in presenza) del livello di organizzazione sanitaria: per fare un esempio, fino ai primi anni 2000 l'intervento per cataratta comportava un ricovero ordinario della durata di 5-7 giorni, oggi lo stesso intervento viene effettuato in regime ambulatoriale, quindi senza necessità di posto letto; un altro esempio: l'evoluzione di tecniche chirurgiche miniinvasive ha notevolmente ridotto la durata della degenza anche per gli interventi chirurgici più complessi (colectomia, nefrectomia ecc.) per non parlare di quelli più "semplici" come la colecistectomia e gli interventi uro-ginecologici, ovviamente tutto questo incide fortemente sulla necessità di "posti letto".